Argomento del mese

Un giorno, tutto questo: 5 domande sul futuro

5 domande

«Un giorno, tutto questo» è il tema dell'edizione 2018 del Salone del Libro. Per l'occasione il team editoriale del Salone ha posto 5 domande sul futuro a autori, collaboratori, editori… Le domande, con le rispettive risposte, possono essere consultate al sito 5domande.it.

Da sempre l'obiettivo del nostro lavoro editoriale è quello di dare voce ad autori e libri pieni di domande e con risposte sempre provvisorie.
Nel periodo che ci accompagnerà a questa edizione del Salone, abbiamo provato a rispondere anche noi alle 5 domande sul futuro con 5 consigli di lettura (ovviamente provvisori).

Vi aspettiamo al Salone per potervi consigliare le letture del domani.

 

1. Chi voglio essere?

• Vite vulnerabili di Pablo Simonetti
«Cosa risponderemmo se qualcuno ci chiedesse chi sei? L'unica risposta che vedo è iniziare a raccontare una storia».
Pablo Simonetti ha sempre scritto di sé attraverso i suoi romanzi e racconti. Il suo libro d'esordio affronta il tema dell'identità attraverso la vulnerabilità dei personaggi: come lo stesso autore afferma, i protagonisti sono uomini e donne alla costante ricerca di chi sono e chi vogliono essere.
Un libro per empatizzare, comprendersi, interrogarsi.

2. Perché mi serve un nemico?

 Il ponte delle scimmie di François Jullien
È in ciò che è diverso da noi che abbiamo individuato il nemico dei nostri giorni.
In questo senso il nostro nemico (e quindi l'estraneo) è colui con il quale costruire la diversità del domani: François Jullien sostiene che è nella diversità delle culture del mondo che possiamo esplorare l'umano. «Il che ci porta a considerare le diverse culture non più dal punto di vista della loro stessa identità, sempre più o meno fittizia, ma di quella che chiamerei la loro fecondità: le diverse culture sono tutte risorse suscettibili di dispiegarsi in avventurosi possibili che ogni intelligenza umana, se si sofferma sulla loro coerenza, può, con pazienza, comprendere e sfruttare». La diversità è possibilità.

3. A chi appartiene il mondo?

• Domani di Cyril Dion
Che il mondo non appartenga a noi, è cosa nota. Ma il mondo di domani appartiene ai visionari: a chi ha il coraggio, la voglia e la sensibilità di cambiare le cose. Come dice Cyril Dion: «Questo libro cerca di dare ispirazione e voglia di immaginare l’impossibile. Di modificare la nostra idea del mondo». Il mondo di domani può appartenerci solo se oggi saremo in grado di agire come mai alcuna comunità umana prima di noi.

4. Dove mi portano spiritualità e scienza?

• Uno e Trino di Giovanni Straffelini
«Sono convinto che se guardiamo il mondo con gli occhi della scienza vediamo molte luci che illuminano una strada razionale verso Dio».
La scienza è il metodo migliore che abbiamo a disposizione per affrontare il difficile compito di osservare e capire l’universo e il ruolo dell’uomo al suo interno. Ma è altrettanto vero che la via di questa conoscenza è caratterizzata da difficoltà che si moltiplicano come infinite matrioske, mostrando a volte come la scienza abbia dei limiti. È dunque nel binomio scienza-spiritualità, e non nel loro presunto antagonismo – tutt'oggi diffuso, che si fonda il nostro sapere antico, moderno e futuro.

5. Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione?

Difesa della natura di Joseph Beuys
Libertà e rivoluzione: non ci sono parole migliori per spiegare questo binomio se non leggendo (e studiando) l'opera di Joseph Beuys. Un uomo libero che ha sempre creduto nel potere sociale, creativo e rivoluzionario dell'arte.
«Ogni uomo è un artista» dice Beuys, invitandoci a vivere creativamente la vita e l’universo, perché in noi risiede la facoltà di plasmare il sociale, di pensarlo non come materia inerte, ma come insieme delle energie intellettive dell’uomo. «La rivoluzione siamo noi» è il suo secondo slogan: nelle nostre idee risiede l’unica rivoluzione possibile. Solo nel nostro  «comportamento» e nella «comprensione» vi è evoluzione.